I sette birrifici Trappisti
Il Belgio, per gli amanti della birra è come una terra sacra, e un viaggio in Belgio è come se fosse un pellegrinaggio da compiere almeno una volta nella vita…e proprio per questo motivo, quest’anno ho deciso di passare 10 giorni in questo splendido paese, ricco di meraviglie paesaggistiche, stranezze culinarie, gente amichevole e ovviamente ricco di una grande quantità di birre e stili di birra.
Ho programmato il viaggio con l’intenzione di fare tappa nelle sette abbazie trappiste che producono birra (6 in Belgio e una in Olanda), ma non potevo esimermi dal visitare anche alcune importanti mete turistiche, come Anversa, Bruge, Liegi e Bruxelles, quindi il viaggio è stato più impegnativo del previsto, ma sicuramente ne è valsa la pena. Dedicherò comunque un articolo su resto del Belgio fra qualche giorno, mentre per ora, se siete interessati, potete leggere il mio racconto di viaggio attraverso i sette birrifici trappisti.
Prima di intraprendere un viaggio del genere vi consiglio di mettere in conto alcune cose.
-
Noleggiate una macchina. Senza un’automobile è impensabile visitare le sette abbazie, poiché la maggior parte di esse si trovano in località sperdute e difficilmente raggiungibili con i mezzi pubblici.
-
Se viaggiate con un navigatore evitate le strade principali; se non avete fretta vi consilgio di passare per strade secondarie, dietro ogni curva potrebbe spuntare un mulino, un castello, un abbazia o un birrificio! Passando per le arterie principali, anche se gratuite vi potrete perdere vere e proprie meraviglie nascoste per il Belgio.
-
Mettete in conto più tempo di quanto pensate per ogni visita all’abazia; anche se spesso non c’è molto da vedere (buona parte delle abazie è chiusa al pubblico) vi renderete presto conto che sedersi ai caffè delle abazie e sorseggiare le birre prodotte in loco nella tranquillità più totale vi porterà via molto più tempo di quante pensate…anche lo spirito va dissetato no?
-
Se avete il budget ridotto, evitate di mangiare ai caffè delle abazie, i prezzi non sono proprio economici, perderete comunque la possibilità di assaggiare delle vere e proprie specialità, spesso preparate con i prodotti dell’abazia.
-
Non vi aspettate di bere birra insieme al frate di turno. Tutti i locali dove si possono provare i prodotti dell’abazia si trovano al di fuori della struttura dell’abazia e nella maggior parte dei casi sono ambienti moderni e all’avanguardia, a volte anche un po’ squallidi. Vale comunque la pena visitarli.
L’abbazia, conosciuta per la birra La Trappe, facilmente reperibile anche in Italia, da la possibilità di prenotare una piccola visita all’interno dell’impianto di produzione e di alcune zone all’interno delle mura dell’abazia, con tanto di filmato finale che racconta la vita dei monaci (in fiammingo o in inglese) e un bicchiere di birra a scelta tra quelle
presenti al bar dell’abazia, adiacente alla struttura religiosa.
Le birre presenti in loco sono le stesse birre presenti anche da noi qui in Italia, più una chicca da non sottovalutare, cioè la Quadrupel Oak Aged, una birra prodotta a partire dal 2010 invecchiando la La Trappe Quadrupel in botti di legno; a seconda delle annate e delle produzioni viene fatto un blend con birre provenienti da differenti botti, nuove, usate o botti che in precedenza contenevano altro, con il risultato che ogni produzione sarà differente dalle altre.
La Quadrupel Oak aged è disponibile solo presso il caffè dell’abazia o presso lo store dell’abazia, dove potete trovare anche tutti gli altri gadget de La Trappe, le birre prodotte e altri oggettini, cibi e bevande provenienti da altre abbazie.
Presso il caffè dell’abazia potete anche provare ottimi piatti della cucina locale (vi consiglio la carne) preparati con ingredienti provenienti dalla fattoria della stessa abazia.
L’abazia non è accessibile, salvo che non riuscite ad accedere alle funzioni religiose, ma merita la visita per lo splendido luogo dove si trova, immerso nel verde e nella tranquillità più totale. Se avete da spendere qualche ora vi consiglio di passeggiare per i sentieri intorno all’abazia, che possono essere percorsi anche con biciclette, o a cavallo.
All’interno delle mura dell’abazia, nella parte adibita ai visitatori, potete trovare ristoro nel
caffè dell’abazia; se siete fortunati e se il tempo lo permette pendete posto nei tavolini all’esterno, visto che l’interno del locale in stile mensa anni settanta non è per nulla caratteristico.
Se siete affamati potete riempirvi con piccoli piatti e stuzzichini; non aspettatevi di assaggiare piatti particolari o esclusivi, visto che oltre a delle crocchette ripiene e delle zuppe della casa non c’è molto altro da scegliere.
Le sorelle minori delle achel Brune e Blond non mi hanno pienamente convinto, ma risultano comunque una leggera alternativa reperibile solo sul posto alle già semplici Achel in bottiglia.
Di fianco al caffè è presente anche un piccolo supermarket, più grande di quanto possiate immaginare, dove potete acquistare tutte le birre trappiste, le produzioni di alcuni birrifici e i relativi bicchieri.
Un lungo viale divide il Caffè Trappisten, una moderna struttura simile a un incrocio tra un autogrill e un moderno hotel, dove si possono assaggiare i prodotti dell’abazia e la mastodontica struttura cistercense. L’abbazia non è visitabile, ma volendo potete fare una passeggiata attorno alle mura cercando di sbirciare all’interno, ma la cosa più emozionante che vedrete sarà un muro di fusti marchiati Westmalle, in più il sentiero che circonda l’abbazia risulta a tratti squallido.
Il caffè invece pieno di avventori con una media di età al di sopra dei settanta anni è una struttura moderna costruita in legno e acciaio, con tanto di tendone meccanico che si apre e si chiude per coprire o scoprire i tavoli all’esterno in base alle condizioni atmosferiche. Le birre che potete provare presso il caffè ufficiale Westmalle sono le due birre che potete trovare facilmente anche qui in Italia, cioè la Westmall Dubbel e la Westmalle Triple; se siete fortunati e beccate il giusto periodo è anche
disponibile la Westmalle extra, una birra prodotta una sola volta l’anno, ma purtroppo non ho avuto questa fortuna. Oltre alle birre potete riempirvi la pancia con diversi tipi di piatti tipici della cucina belga; personalmente ho assaggiato dei toast fatti con il formaggio dell’abbazia e delle polpette da accompagnare con ciliege cotte, gradevoli e saporite, perfette per accompagnare una paio di birre.
L’abbazia di Nostra Signora di St. Sixtus di Westvleteren situata nelle campagne ai margini del piccolo paese di Westvleteren produce la famosissima Westvleteren, difficilissima ma non impossibile da reperire, in quanto anni fa alcune birre prodotte dal birrificio trappista sono state annoverate tra le migliori birre al mondo, con conseguente assalto di curiosi, appassionati e publican pronti a far man bassa delle birre prodotte presso l’abbazia di Westvleteren. Attualmente per acquistare delle casse presso l’abazia il
procedimento è piuttosto articolato, potete trovare tutte le informazioni sul sito dell’abbazia.
Anche il caffè ufficiale dell’abazia di Westvleteren è una moderna struttura contenente anche un piccolo shop dove poter acquistare kit di degustazione (bicchiere+3 bottiglia di birra da 33 cl) o altri gadget, come apribottiglie, targhe ecc.
Unico caso nel mondo dei birrifici trappisti, Chimay mette a disposizione un hotel distante circa un paio di Kilometri dall’abbazia dove è possibile oltre a provare tutti i prodotti dell’abbazia, affittare delle camere per la notte.
Il pub/hotel Auberge de Poteaupré situato al piano terra della struttura è un locale
carino, arredato con legno e con le vetrine piene prodotti Chimay, cimeli, vecchie bottiglie, sottobicchieri e foto d’epoca. Presso il locale è possibile scegliere tra numerosissimi piatti tipici della regione della Vallonia da accompagnare ovviamente alla birre Chimay.
Le birre presenti alla spina sono la Chimay Rouge, la Chimay Blanche e la Chimay Dorè, una golden ale dorata, limpida con forti sentori di frumento, miele e camomilla, disponibile solo in loco e utilizzata dai monaci dell’abbazia di Scourmont per uso interno, mentre in bottiglia potete trovare la Chimay blue; degni di nota sono anche i formaggi prodotti dall’abbazia, perfetti per accompagnare una degustazione delle quattro birre.
Poco distante dall’hotel si trova l’abbazia, che a differenza di altre da la possibilità di entrare e di visitare alcune zone, come la chiesa, il cimitero, il chiostro e il piazzale antistante il birrificio. Se siete fortunati potete anche incontrare uno dei monaci con cui scambiare due chiacchiere...
La magnifica abbazia, una delle poche a non essere stata bombardata durante la seconda guerra mondiale in Belgio, da la possibilità con pochi euro di visitare le rovine della vecchia abbazia (meravigliose) alcune zone della nuova abbazia con tanto di museo all’avanguardia sul procedimento produttivo della birra e la famosa fontana da dove nasce la leggenda dell’Orval. Altre info sulla leggenda in questione le potete trovare facilmente nel web. Uno shop ben fornito vi da la possibilità di acquistare prodotti trappisti, anche di altre abbazie e la famosa birra Orval.
L’abbazia di Orval è l'unica tra i sette birrifici trappisti a produrre una sola birra, tuttavia, presso i
caffè intorno alla struttura (io sono stato all’angelo custode, non ricordo il nome in francese) si può trovare oltre alla Orval classica, di cui potete scegliere la temperatura di servizio, anche una Orval più leggera, servita alla spina, più chiara della sorella maggiore, con un corpo più leggero, senza quella puntina di acido che caratterizza la Orval e con una gradazione alcolica ridotta, in oltre con pochi euro in più potete assaggiare una Orval invecchiata in bottiglia di almeno un anno, molto simile a un Orval giovane, con un acido leggermente più percettibile, con una schiuma più evanescente, ma per il resto invariata. Anche qui la cucina è ottima, costolette di agnello e omelette al formaggio non mi hanno deluso.
L’abbazia non è visitabile e dall’esterno non si presenta neanche ricca di fascino, se non fosse per le splendide birre che vengono prodotte al suo interno. L’abbazia produce la Rochfort 6, Rochfort 8 e Rochfort 10, ma non avendo l’abbazia un caffè ufficiale, le birre, che possiamo trovare anche in ogni beershop italiano, possono essere bevute in uno dei locali presenti sul corso principale del paesino di Rochfort, abbinandole ovviamente a qualche piatto tipico della regione, come un cream caramell alla birra.
Simone Reggi























Chi Siamo


Commenti