La mia Serata all'IBF

ibf logoMi ricordo quando, qualche ano fa, noi appassionati di birra artigianale aspettavamo con ansia quei pochi eventi che scandivano l’anno…ora la situazione è del tutto inversa. Noi “poveri” amanti della birra artigianale italiana ci “deterioriamo” per partecipare a più eventi possibili…che spesso però deludono le nostre aspettative…non tanto per una cattiva location o una cattiva organizzazione…ma più che altro per la qualità delle birre, che per un evento dedicato alla birra direi che non è irrilevante.
Questo è stato il pensiero che ho maturato Venerdì sera all’IBF, il festival organizzato dall’associazione Degustatori Birra.
Tanto di cappello, al posto, perfetto per un evento del genere, tanto di cappello anche all’organizzazione, a mio parere impeccabile (a parte gli 8 € all’entrata e il bicchiere non restituibile) e tanto di cappello all’ADB e alla loro mission, una realtà unica nel suo genere in italia, che in passato mi ha visto anche tra i suoi allievi…ma noi che militiamo in questo mondo da un po’ lo sappiamo bene: una birra finita si può servire, una birra non pronta non si può servire…ma qualche birrificio ci prova lo stesso. Risultato? Birre scadenti, fusti andati  a male, IMG 20130510 230344birre infette, sapori e odori contraffatti.
Ma come spesso si dice, la verità sta nel mezzo, o meglio la colpa sta nel mezzo; per tanti eventi, serve tanta birra, e spesso non tutti i birrifici ne hanno così tanta (buona) da portare ai numerosi festival e a volte si arrangiano portando quello che hanno disponibile, con un solo risultato: qualità delle birre decisamente bassa.
Ho partecipato all’IBF solo venerdì sera e tra i tanti assaggi solo poche birre mi hanno lasciato piacevolmente sopreso…sulle altre preferisco stendere un velo pietoso.
IMG 20130510 230406Ottima la Yrgalem, una delle novità di Amiata, secondo me la migliore birra bevuta all’IBF. Interessante sia nella ricetta sia nel risultato finale. Una birra nata dalla collaborazione di Paolo MIlani delle Piantagioni del Caffè di Livorno basata sull’utilizzo di un particolare caffè etiope (che poi ho avuto modo di provare presso lo stand Amiata), che al contrario di quanto si possa pensare ha dato alla birra non il colore, ma un piacevolissimo e fresco agrumato, lasciando la birra di un colore d’orato. Una Pale Ale davvero piacevole e originale perfetta per l’arrivo dell’estate.
Un’altra birra che ho apprezzato, soprattutto per la sua semplicità è stata la Pecora Nera, la milk stout del birrificio Geco; un bel colore scuro, profumi di tostato e il mix di sette malti differenti fanno si che il finale è dolce e piacevole dove l’alcool è quasi impercettibile e il corpo leggero. Anche questa un’ottima birra estiva per gli amanti del “tostato”.
Buone anche la Growing Hop di Toccalmatto, e stupenda come sempre la Imperial Ghisa di Lambrate.
Il resto degli assaggi, come ho detto prima, preferisco non commentarli.

Simone Reggi

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