Degustazione Birrificio Maltovivo

DSC 5007Domenica 25 Ottobre 2012 un altro birrificio italiano è entrato a far parte della schiera di birrifici ospitati nelle degustazioni BeerTravels, e questa volta è toccato al birrificio campano Maltovivo di Luigi Serpe.
Ancora una volta, la struttura che ci ha permesso di mettere in piedi questo “aperitivo” domenicale è stata la già testata “mescita dell’enoteca 13 gradi” in via Luigi Fincati, nel colorito quartiere della Garbatella a Roma.
Le birre degustate sono state tre tra le storiche produzioni di Maltovivo, la Tschö!, la Noscia e la Black Lizard.
Abbiamo iniziato con la Tschö!, una Kölsch,leggermente rivisitata che è stata proposta in abbinamento a una mortadellina servita su pizza croccante.
La Tscho, che prende il nome dall’esclamazione che si usa per cacciare via qualcosa, come la malasorte, si è presentata con un colore dorato scuro, velata e con una schiuma fina e non molto persistente. I profumi e i sapori che mi ricordavo da assaggi fatti in passato questa volta non li ho ritrovati, percependo invece molti più profumi e sapori derivati dal lievito; un’ottima birra da aperitivo, e nel nostro caso adatta a iniziare una sessione di degustazione.
A seguire, abbiamo assaggiato forse la più famosa birra prodotta dal birraio Luigi, sto parlando della Noscia, una delle prime interpretazioni del tanto inflazionato stileDSC 5000 IPA. Infatti, la Noscia è si una IPA, ma come mi piace dire “di altri tempi”. La birra è di un bel colore ambrato, abbastanza limpida e con una bella schiuma compatta e persistente. I profumi di erbaceo e agrumato si fondono perfettamente con i sapori dati dal malto e un amaro bilanciato, non invasivo, che chiude ogni sorsata, tutto al contrario dei mostri luppolati che siamo abituati a bere oggi. Una birra decisamente  ottima, che può essere amata anche da chi non impazzisce per la luppolina. Sicuramente la migliore della serata.
La Noscia, che significa appunto nostra (IPA), è stata affiancata a una pancetta steccata, morbida, speziata e abbastanza grassa da contrapporsi alla secchezza dell’amaro, un abbinamento ben riuscito, che, come suggeriva qualcuno, sarebbe stato ancora meglio se la pancetta fosse stata calda.
Ultima birra degustata è stata la scura del birrificio campano, la Black Lizard, una Porter da 6,5 gradi con un corpo leggero e con sentori di liquirizia, cioccolato e caffè molto delicati. Una birra in linea con lo stile Porter, che però ha deluso chi è amante del genere, ma più precisamente delle cugine più toste, come le Russian Imperial Stout, Coffee Stout, Chocolate Stout e compagnia bella, che presentano però solitamente un corpo più elevato. A mio avviso la Black Lizzard è un’ottima alternativa più beverina ad altre birre appartenenti allo stesso filone.
DSC 5025Ovviamente, alla Black Lizard non potevano non abbinare un salame…di cioccolato, fatto a mano dai ragazzi dell’enoteca. Un abbinamento perfetto, che legava l’amaro delicato del cioccolato ai sentori di cioccolato della birra.

Le decine di bottiglie vuote contate a fine serata, sono state un chiaro segno di quanto il pubblico abbia apprezzato le birre del birrificio Maltovivo, motivo in più, come già promesso al Birraio Luigi Serpe, di andarlo a trovare presto, al suo birrificio.

Simone Reggi

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