La Danza del Serpente

serpenteLa danza del serpente non è la “simpatica” canzoncina che passavano un po’ di tempo fa sui canali TV di serie b, ma è la danza fatta di attese in fila,  qualche spinta, alcune gomitate, strusciamenti vari con uomini e donne indifferentemente e benedizioni a base di birra, che si doveva ballare ieri per arrivare al bancone del Serpente, uno storico pub di San Lorenzo a Roma.
Ma, come si dice, il gioco è valso la candela, infatti ieri sera il Serpente Pub ha festeggiato 18 anni di attività.
Alla serata, che ha preso subito una piega da festa tra vecchi amici, erano presenti alcuni dei personaggi più loschi della scena della birra artigianale romana, come Emanuele Colonna, il buon Giorgione, Giaguarino e compagnia bella.
A parte la serata veramente fredda, e il caos nel locale, le spine montate per l’evento hanno accompagnato i presenti con ore e ore di buone bevute, anche se purtroppo i bicchieri di plastica in cui venivano versate le birre e la temperatura (a mio parere) delle spine un po’ troppo bassa, sminuivano un po’ gli assaggi, comunque ho avuto modo di bere delle ottime birre.
Per iniziare ho bevuto una Kimpling della Thornbridge Brewery, servita giustamente a pompa;  una ottima American Pale Ale, molto profumata e dal gusto elegante.
A seguire mi sono dedicato alla Terzo Miglio, del Birrificio Rurale, una birra che non delude mai, anche se, come detto prima, era servita un po’ troppo freddina.
Come terza scelta volevo optare per qualcosa che non fosse stracarico di luppolo e mi sono buttato su un classico “birrone” belga, la Tourney de Noel, ottima birra di natale del birrificio Cazeau, anche se è un po’ atipica rispetto alle altre sorelle natalizie belghe, visto che non vengono impiegate spezie durante la produzione, ma soltanto 5 tipologie di malti differenti e tre varietà di luppolo.
Per la bevuta successiva sono andato un po’ alla cieca e mi sono imbattuto nell’Ortiga una Golden Ale prodotta dal birrificio Lambrate di Milano, un birrificio che apprezzo particolarmente; l’Ortiga non mi ha fatto impazzire, anche se con il suo corpo leggero, forti sentori di banana e frutta gialla, rimane una birra molto bevibile, e come dicono gli stessi produttori, dangerous drinkable.
Purtroppo solo quando la folla ha iniziato un po’ a scemare ho scoperto che nella saletta interna erano presenti altre spine, e aimè mi sono lasciato sfuggire una Carrobiolo che volevo assaggiare, ma ho degnamente ripiegato sulla Rasputin di De Molen, una Russian Imperial Stout con i fiocchi, con cui ho chiuso la serata.
Auguri ancora al pub Il Serpente, e complimenti per la serata e per le birre proposte, unica pecca, lo ribadisco ancora: il freddo!

Simone Reggi

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