Bucarest, dove la birra fatica ad evolvere

 
romania
 
Viaggiando alla scoperta di culture diverse, nuovi sapori, odori o nuovi volti, ci porta a volte a visitare paesi dove la cultura della birra non è per nulla presente, o addirittura lontana anni luce dal concetto di “buona birra” che abbiamo oggi in Italia. Ma nonostante ciò, credo ci sia comunque più di un motivo per visitare questi paesi, per toccare con mano e vedere da vicino come la birra viene vissuta e soprattutto perché.
Così ho deciso di spendere qualche giorno a Bucarest, capitale della Romania, città per nulla rinomata per la sua bellezza, né tantomeno per la birra artigianale, ma comunque luogo dove culture e usanze si mischiano con tradizioni provenienti da diversi paesi del centro ed est Europa, tanto che a volte si percepisce di essere in un paese un tempo colonia dell’impero romano, visto che la lupa, con Romolo e Remo sono sparsi un po’ ovunque e molte parole della lingua rumena, di origini latine, ricordano la lingua del nostro paese.
Mesi fa ero stato nella parte nord della Romania, nella regione della Transilvania, zona che, oltre a richiamare alla mente storie di vampiri, è un luogo incantato, immerso in una natura severa e incontaminata, con piccoli paesi dove si respira un’aria genuina, e dove la povertà ancora regna sovrana.
Tutto altro tipo di ambiente è ovviamente Bucarest. Città fortemente segnata dal regime socialista di Ceausescu, ad esclusione del vivace e pittoresco centro storico, è una città austera e per nulla accattivante. Anche qui però possiamo trovale sporadici segni di una cultura brassicola che non riesce a emergere totalmente. Purtroppo, o per fortuna per loro, la birra viene vista ancora come bevanda del popolo. Leggera di gradazione, costo basso e misure grandi. La maggior parte delle persone con cui berrete una birra non si preoccuperà di luppoli, fermentazioni e stili vari. La birra è una bevanda semplice ed economica e così deve rimanere.
Se anche voi decidete comunque di levarvi la curiosità e visitare Bucarest ecco alcuni consigli su dove bere e cosa bere, tenendo presente che non esistono veri e propri locali dedicati alla nostra amata bevanda, ma solo posti dove c’è una piccola attenzione in più a cosa viene versato nel bicchiere.
La birra è praticamente onnipresente in tutti i locali della città, viene bevuta in grandi quantità, e spesso si potrà scegliere solo bottiglie da mezzo litro o boccali della stessa misura.
Se non avete scampo e siete circondati di industriali, perlopiù provenienti da altri stati, l’unico rifugio è la Silva (scura), una strong dark lager che strizza l’occhio al movimento artigianale, riportando nell’etichetta, oltre a un bel luppolo disegnato, anche la dicitura “authentic romanian craft beer” anche se, purtroppo, la birra fa parte del gruppo Heineken Romania. Ma non disperate, c’è molto di peggio in Romania.
Se vi trovate in centro città, nella zona di Lipscani, tra i piccoli vicoli strabordanti di locali turistici dal dubbio gusto, sicuramente potete fare una tappa al Beer O’Clock. Locale in legno, che richiama un po’ i pub anglosassoni e che punta più su produzioni estere che su quelle locali. Lo staff è molto gentile e disponibile, al contrario della maggior parte dei locali del centro storico, ma il locale resta comunque un po’ scialbo.
Locale storico, molto bello, ma alquanto turistico, dove servono la loro birra, che non è per nulla memorabile è il Caru cu Bere. La birra della casa è una chiara a bassa fermentazione, interessante quanto una gazzosa, ma se riuscite a trovare un posto per cena, vi consiglio di gustarvi l’ottimo cibo tipico e gli spettacoli che inscenano all’interno del locale, con musiche e balli della tradizione romena. Il locale è splendidamente arredato in stile art noveau e ricorda i fasti che la città di Bucarest ha vissuto agli inizi del ‘900.
 
carucubere

Più interessante è invece il La 100 de Beri, che potrebbe far pensare al nostro capoluogo pugliese ma che invece è un locale semplice e stretto, ma con una buona selezione di birre in bottiglia, soprattutto di birrifici locali. Ho bevuto una discreta Black IPA in bottiglia del birrificio romeno Perfektum. Bel colore scuro, schiuma fine, al naso resinosa e una punta di affumicato, mentre in bocca si punta di più sul tostato. Corpo medio. Non male.
Altra birra che vi consiglio di assaggiare che mi è parsa non malvagia è la Zăganu Brună, una bock scura prodotta dal birrificio Fabrica de Bere Bună che punta tutto sul corpo e sul malto. Al naso leggeri profumi di mou, mente la bocca si riempie di caramello, che rimane a lungo sulla lingua. Anche se non siete amanti del genere, una bottiglia da 0,50 scende giù facilmente. La birra è facilmente reperibile in diversi locali della città.
 
zaganu

Locale interessante, a circa venti minuti di camminata fuori dal centro della città, e posizionato su boulevard Uniri, il viale di fronte al parlamento, è il City Blues. Locale semplice e dall’aspetto moderno, ma che propone una discreta selezione di birre locali, anche qui quasi tutte in bottiglia. Ho assaggiato la Gipsy Porter, prodotta dal birrificio Ground Zero Brewery, descritta come una porter ma che sembrava più una black IPA visto la quantità di luppolo utilizzato, che si sente sia al naso, che in bocca, ma che merita un plauso solamente per il concetto e per la descrizione sul retro della bottiglia.
 
           20170508 161219   20170508 161442

Rimanendo sul viale centrale, allontanandosi dalla zona pregna di turisti ubriachi e addii al celibato, arriviamo in una parte più tranquilla della città, dedicata soprattutto a uffici e scuole.
Qui c’è forse il locale che mi ha più stimolato nella capitale rumena, non tanto per la qualità delle birre, tutte nella media, se non sotto, ma per lo spirito con cui portano avanti la loro idea. Quella appunto di una rivoluzione per quanto riguarda la birra.
Il locale si chiama Berestroika ed è un brew pub dove tutto viene fatto con prodotti a kilometro zero, dalla birra (l’impianto è in loco) al cibo.
Il locale propone quattro birre, ma quando sono stato li ne avevano disponibili solo tre: una “bionda” una “rossa” e una “bruna” tutte a basse fermentazione. Con un prezzo ridicolo si può optare per una degustazione delle quattro birre (nel mio caso tre più una presa due volte) e accompagnarla con dell’ottimo cibo che spazia da piatti della tradizione rumena a una cucina di spunto mediorientale.
Se siete interessati, il personale vi farà fare un breve tour del birrificio, vi mostrerà le varie zone del locale e del birrificio e vi racconterà della loro rivoluzionaria visione del mondo della birra, rivoluzionaria ovviamente per la Romania.
 
20170508 151807

Come detto all’inizio dell’articolo Bucarest non si avvicina per nulla ad altre capitali europee per quanto riguarda offerta e qualità della birra artigianale, ma risulta comunque interessante e a volte pittoresco toccare con mano una situazione ancora a livello embrionale. Se il movimento esploderà anche li oppure no, sinceramente non so dirlo, ma immergersi per qualche giorno in una cultura e una vita diversa dalla propria ha sempre un suo perché; e come sempre, se qualcuno mi chiede: il gioco vale la candela: la risposta sarà sempre si.
 
Simone Reggi

 

Articoli più Letti

Loading feeds...

 

Video Gallery

 

          Facebook Twitter GooglePlus
          YouTube Instagram Rss

Calendar

December 2018
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31

Next Eevents

We have 31 guests and no members online

Sponsor

galluzzi

 

 

 

 

 

 

FoutItalianFriends

 

 

NOTE! This site uses cookies and similar technologies.

If you not change browser settings, you agree to it. Learn more

I understand