Colonia e le Kölsch

 
Kolsch
 
Dopo essermi immerso nello spaccato di birra tedesca che corrisponde alle Altbier di Düsseldorf e dopo essermi concesso un meritato riposo, non potevo esimermi dal visitare la città di Colonia, che con le sue Kölsch ha rivaleggiato con Düsseldorf da tempi lontanissimi, a suon di birre ovviamente.
Colonia, bellissima cittadina raggiungibile con poco più di mezz’ora di treno da Düsseldorf è uno di quei posti che si possono meglio identificare con uno stile di birra. Così, mentre la vicina Düsseldorf si può associare con le ottime Altbier, Colonia e terra di Kölsch.
Ma cosa sono le Kölsch, come nascono e quali sono le caratteristiche?
Le Kölsch, che provengono dalle più strutturate Weizen, nascono in contrapposizione alle lager chiare del diciannovesimo secolo, ma pur essendo birre ad alta fermentazione subiscono il processo di lagerizzazione e filtrazione, che le rendono birre pulite e molto bevibili ma allo stesso tempo ricche di aromi unici.
In passato il numero di birrifici che produceva Kölsch si aggirava intorno ai quaranta, ma a oggi il numero si è drasticamente ridotto. Nonostante ciò i produttori di Kölsch si sono impegnati per far sopravvivere una tradizione e mantenere una propria identità, riunendosi così nel 1986 nella Kölsch Konvention, che permette solamente ai birrifici che vi aderiscono di produrre birra etichettata con il nome di Kölsch.
Una vera Kölsch quindi, per essere chiamata tale deve rispettare i seguenti requisiti: essere prodotta nella zona metropolitana di Colonia, essere di colore pallido, a fermentazione alta, luppolata, filtrata e brassata secondo l’editto di purezza del 1516.
Le Kölsch bevute a Colonia si differenziano, anche di poco, una dall’altra, ma le caratteristiche di base sono, come detto prima, la grande bevibilità, la brillantezza, un corpo delicato, aromi leggeri di cereali e luppoli tedeschi, malto e spezie delicate in bocca.
Le differenze con le vicine Alt, oltre all’utilizzo di differenti malti (malto Pils nelle Kölsch, malti più scuri e tostati nelle Alt) si possono notare nel modo in cui sono servite le Kölsch. Il bicchiere tradizionale è lo Stange, uguale a quello usato per le Alt ma leggermente più piccolo (0,20 cl invece di 0,25), mentre per il servizio, i camerieri, anche qui chiamati Kobe, utilizzano il Kränze, in altre parole una sorta di vassoio con un manico perpendicolare e una serie di fori per i bicchieri, in modo da tenerli fermi e permettere al cameriere più maneggiabilità e velocità di servizio, senza rischiare di versare birra.
 
Kranze
 
Una volta arrivato a Colonia e dopo essermi ripreso dalla maestosità del duomo a pochi passi dalla stazione centrale, ho iniziato il tour della città alla ricerca dei produttori di Kölsch.
Purtroppo oggigiorno non tutti i locali producono birra in loco, ma nonostante ciò, dato l’elevato consumo, la birra è sempre fresca.
Primo locale della lista è stato il Schreckenskammer, leggermente fuori la città vecchia di Colonia, ma che aimè, era chiuso per riposo settimanale. Poco male, un buon motivo per ritornarci.
A seguire ho visitato il Brauerei Päffgen, ed essendo mattina ho avuto la possibilità di godermi il locale in tutta tranquillità, poiché c’ero solamente io. In più ho avuto la fortuna di scambiare due chiacchiere con il proprietario del birrificio nonchè vecchio birraio, che mi ha deliziato con aneddoti sulle Kölsch e sulla storia del suo birrificio, mente mi gustavo la loro ottima Kölsch. Forse uno dei momenti più belli dell’intero viaggio.
 
Paffgen 
Lasciato il Päffgen e il profumo di mosto che invadeva tutto lo stabile, sono ritornato in centro per assaggiare la Kölsch del Peters Brauhaus. Anche il Peters, da fuori sembra un modesto locale, ma una volta entrati dentro si rimane stupiti dalle sale spaziose, dallo stile vittoriano e dall’enorme vetrata che campeggia su auna delle sale principale. Qui la birra assaggiata mi è sembrata più limpida e piatta rispetto alla precedente. Il malto è molto molto delicato, e al naso è veramente timida ma un pizzico di amaro finale ne invoglia a berne subito un'altra, caratteristica che ho ritrovato quasi sempre in tutte le altre Kölsch.
 
Peters
 
A pochi passi di distanza si arriva invece al Brauhaus Sünner im Walfisch identificabile dal porta lampione a forma di balena. Purtroppo anche qui la fortuna non mi ha assistito e l’ho trovato chiuso, non ho capito se per riposo settimanale, ristrutturazione, o perché era troppo presto, in ogni caso, se mettete in conto di visitare il Sünner verificate bene orari e giorni di apertura.
Altro locale immenso che è possibile raggiungere facilmente nella zona della città vecchia è il Sion. Da fuori sembra un hotel e anche all’interno il moderno ha preso il sopravvento, con spazi ordinati e puliti.
Anche qui ho preferito sedere all’esterno ma una visita all’interno dell’immenso locale va comunque fatta.
La Kölsch di Sion l’ho trovata di un oro brillante, con un intenso profumo di camomilla e miele, mentre in bocca ho percepito un malto scarico, quasi che non riuscisse a esprimersi al meglio e leggeri sentori di zolfo.
Un paio di Stange abbinati a un frugale ma pesantissimo spuntino e ho ripreso il giro verso gli ultimi obiettivi.
 
Sion
 
Successiva tappa è stata il Brauerei zur Malzmühle, birrificio leggermente fuori la Altstad, più piccolo e tranquillo degli altri visti fino ad ora, ma che serve una delle migliori Kölsch della città. Disponibile avevano anche altre due birre della casa, ma ormai ero programmato per la missione Kölsch. Qui la Kölsch di casa è limpida, con una schiuma bianca e di media persistenza. Al naso si sentite un leggerissimo luppolo accompagnato da cereali. In bocca è rotonda, leggermente dolce, con un amaro timido ma presente. Corta ed eccezionalmente beverina. Ottima.
Anche qui ho avuto la fortuna di godermi il locale semi vuoto e posso confermare che visitare questi posti in orari non “di punta” ha il suo perché.
 
Malzmuhle
 
Ultimo locale, prima di terminare questo piacevole tour tra le Kölsch è stato il Früh am Dom, che a pochi passi dalla stazione e praticamente a ridosso del duomo è perfetto per iniziare o terminare il giro di bevute.
Anche qui mi è sembrato che il posto perda un po’ di spirito classico e che strizzi l’occhio a un servizio generico con un prodotto nella media. Infatti, nella Kölsch bevuta qui ho ritrovato un tocco di sulfureo già trovato in precedenza, ma nonostante ciò è sempre una birra fresca e bilanciata.
Leggermente amareggiato per non aver assaggiato le birre in alcuni dei migliori birrifici della città, come il Schreckenskammer, o il Sünner, mi rincuora comunque aver assaggiato i tre quarti dei birrifici presenti a Colonia. Tra tutte le Kölsch assaggiare nella giornata trascorsa nella bella cittadina tedesca, va, secondo me, una menzione d'onore alla Kölsch di Päffgen e a quella prodotta al Malzmühle, entrambe più particolari, uniche. Le altre si distaccavano di poco le une dalle altre, ma nonostante ciò erano sempre piuttosto piacevoli da bere, forse perché, come molti di voi già sapranno bere birra in luoghi vecchi centinaia di anni, che hanno fatto la storia della birra, ha sempre quel qualcosa in più, che va oltre il colore, il profumo, il sapore o i difetti che possiamo trovare nella nostra amata bevanda.
 
   Paffgen1     Peters01    Sion01
 
     Malzmuhle01       Fruh01
 
Prost!
 
Simone Reggi

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